Cerotti

Release Date: 2026-04-20
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CEROTTI – scritto insieme a Mattia Micalich, Alessandro Giovannelli e Luca Scarfidi – è un album che nasce dall’idea di cura imperfetta: non guarigioni definitive, ma piccoli rimedi emotivi applicati alle ferite quotidiane, quelle che non fanno abbastanza male da fermarti ma nemmeno abbastanza poco daignorarle.

Ho scelto CEROTTI come titolo dell’album perché cercavo un’immagine semplice, quotidiana, capace di evocare ricordi comuni. I cerotti sono un oggetto che mi riporta immediatamente all’infanzia: da piccolo, quando mi facevo male anche solo per una sbucciatura, ne mettevo sempre uno sulla ferita, più per coprirla che per farla davvero rimarginare.

Vedo l’album come una scatoletta di cerotti: ogni canzone vuole essere un palliativo per una ferita, un’insicurezza, qualcosa che ci disturba o ci resta addosso. Ogni cerotto, ovviamente, ha la sua forma —
proprio come ogni brano ha il suo suono, quello giusto per “curare” un determinato tema.

L’album è stato scritto insieme a Mattia Micalich, Alessandro Giovannelli e Luca Scarfidi in quattro giorni quasi eremitici in campagna. Un’esperienza dal valore umano inestimabile, che ci ha permesso di vederlo nascere in modo naturale e di accompag narlo fino alla giusta maturità attraverso un lavoro davvero collettivo.

CEROTTI è di tutti: chiunque ne abbia bisogno può usarlo, a modo suo. È un album libero e giovane, che rappresenta al meglio la maturità musicale e umana che abbiamo raggiunto.
LUPO

Con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.

 

Album Review

Un album pop nel senso più ampio del termine che spazia dall’urban all’indie con sconfinamenti nel funk e nell’elettronica. Da ventenne degli anni Duemila, l’artista affronta temi quali il senso di inadeguatezza, l’ansia della gen Z, il confronto costante con gli altri, la noia e il rapporto controverso con la tecnologia. La scrittura, diretta e irrequieta, sembra tessere un elogio dell’imperfezione propedeutico all’accettazione di sé tra gli alti e i bassi della vita.
- Maria Egizia Fiaschetti - Corriere della Sera